Ginevra ha scelto un posto assurdo: il primo cucciolo alle 19, l’ultimo alle 23.20

Avevamo preparato la casa con cura. Cucce ovunque: nel salone, nella cameretta, nella camera da letto. Tutto pronto, doveva solo scegliere il posto che più la faceva sentire sicura. Ma da qualche giorno avevamo notato una cosa strana. Il mobile del bagno, si, proprio quello. Stile moderno, con un ingresso piccolo dal sifone che dava ai cassetti dove teniamo gli asciugami. Ginevra da qualche giorno esplorava. Andava e tornava, in silenzio, quasi a non voler farsi scoprire.

Poi ieri. Avevamo l’eco di controllo, l’ultima. Ma il veterinario ha avuto un problema. Tutto rinviato. Ma dalle 18.15, Ginevra si è appartata. Lentamente. Fino a non farsi scoprire. Aveva deciso di mettere alla luce i suoi figlioletti. Persa di vista in un attimo ed ecco che arrivano i miagolii dal bagno. Dal cassetto, l’ultima cassettiera raggiunta da un buco piccolissimo e piena di asciugami profumati.

L’abbiamo aperta lentamente. Erano le 18.45 circa e la prima sorpresa. Un cucciolo, appena partorito, sporco ancora di placenta che lei ha delicatamente rimosso e mangiato rescindendo il cordone ombelicale. Ha cominciato a leccarlo. A pulirlo.

Ma dovevamo intervenire. Non era quella la cuccia che avevamo preparato. Con delicatezza e discrezione, abbiamo isolato Gea e Gemini, chiuso il bagno, lo abbiamo riscaldato a dovere. Per rendere l’ambiente più caldo e portarlo ad una temperatura ideale per il parto, abbiamo accelerato il processo riempiendo la vasca di acqua bollente.

Abbiamo sistemato la cuccia che aveva scelto Ginevra. Che al suo primo parto è stata bravissima.

In realtà di cuccioli, ce ne attendevamo 4, forse 5. Dalla ecografia, la dottoressa non era molto decisa. Ginevra era abbastanza insofferente e non abbiamo voluto, in sede di esame, stressarla di più. Quindi eravamo partiti da una certezza: 4 cuccioli, forse 5. E l’abbiamo lasciata in pace, in un ambiente confortevole, per 15 minuti.

Di tanto in tanto, andavamo a controllare. Alle 19,30 il secondo cucciolo. Anche lui brown, entrambi brown. Per Ginevra che porta gene snow, eravamo curiosi ma allo stesso tempo tranquilli. Respiro nella norma, i primi due cuccioli belli vivaci.

Per attendere il terzo è passata una buona mezz’ora. Alle 20.10 circa è venuto alla luce. Ed in sequenza quasi scandita alle 21 il quarto. Ancora brown, ancora bellissimo.

Abbiamo pensato. Ecco è finita ma la sensazione che non fosse così, l’abbiamo percepita quasi subito. Ginevra non era rilassata, i primi 4 si sono subito attaccati al “colostro”, ma mamma Ginevra era ancora inquieta. Si girava, si alzava, cercava spazio, respiro affannoso. E’ lì che abbiamo capito che forse l’ecografista aveva ragione. Quel 4, forse 5, ci conduceva a pensare che Ginny ne stava mettendo alla luce un altro. Ed è passata quasi un’ora. Le 22,30. Ancora brown, ancora bello vispo. L’ha pulito con cura, affamata ha mangiato l’ennesima placenta. Si è pure lui subito attaccato.

Cinque batuffoli di bengala brown. Tutto bellissimo fino a quando, dopo un’altra mezz’ora, abbiamo notato di nuovo Ginevra muoversi con fare nervoso. Ha allontanato i cuccioli e si è messa in disparte.

L’ultima sorpresa alle 23 circa. L’ultimo cucciolo, ancora e sempre brown. Il sesto. Di una meravigliosa famiglia.

Una nuova avventura ci aspetta. E siamo emozionati e motivati.

Siamo Sasso Bengals e lo facciamo con tutto l’amore del mondo.

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